La pantera è tornata!

“Oggi 27 dicembre 1989 è stata avvista una pantera nei pressi della nomentana a Roma, si prega di prestare la massima attenzione, potrebbe essere pericolosa”.

“La pantera siamo noi” dissero gli studenti che stavano occupando le facoltà della università di Roma la sapienza, facendo totalmente passare in secondo piano l’avvistamento della fatidica pantera che mai più è stata ritrovata. Gli studenti di Roma si muovevano sulla scia di quelli di Palermo, dove il movimento nacque e prese forma, portando in primis all’occupazione della facoltà di lettere.

Tale movimento si mosse in risposta alla riforma dell’allora ministro della “università e ricerca scientifica e tecnologica” del governo De Mita, che sotto il colore di democrazia cristiana prevedeva tagli alle università.

Certamente non secondaria fu l’occupazione delle scuole medie e superiori che rifiutavano un analogo taglio voluto da parte del ministro della “pubblica istruzione” Galloni. Di fatto questi tagli alla formazione avrebbero portato alla trasformazione della scuola e dell’università in fondazioni semiprivate, in cui i finanziamenti avrebbero dovuto arrivare da terzi rispetto alla diade studenti-istituzioni di formazione.

Così l’anno della pantera durò fino dell’anno successivo, irradiando l’alba dei giovani anni novanta di una luce particolare che portò alla collaborazione tra studenti e docenti universitari in progetti di formazione non convenzionale, come laboratori, biblioteche e trasformando il modello della formazione “data” in un modello di formazione “costruita” in un’ottica nuova e sperimentalista. Il primo febbraio vi fu un congresso del movimento a Palermo che allora fece pensare che il movimento non dovesse mai finire, dopo che la collaborazione dei collettivi di tutta italia attraverso i nuovi media aveva visto i collettivi come un unico corpo dinamico e capace di fare delle proposte.

Ma le strumentalizzazioni arrivarono presto, sia dell’ala moderata del movimento che da parte della destra, che sfruttò al volo un intervento pubblico da parte di un ex brigatista, che fece rispolverare il fantasma delle brigate rosse. Così il governo si trovò costretto a cedere sulle richieste degli occupanti per paura di uno scontro armato, creando una spaccatura tra chi voleva continuare nell’impresa della pantera e quelli che invece si ritenevano soddisfatti dei risultati ottenuti.

Le analogie tra quei tagli del governo De Mita e quelli di oggi proposti dalla Gelmini ed in generale dalla finanziaria di Tremonti che presto presenterà sono forti e chiare. Tagli e privatizzazioni alla formazione ed alla ricerca rappresentano le paure degli italiani trasversalmente alle generazioni.Analogia non meno importante è che è stata avvistata una pantera nei pressi dell’irpinia l’11 ottobre. Ma irrisolti restano gli interrogativi sul cosa sarebbe successo se quella privatizzazione si fosse realmente fatta. L’università come sarebbe oggi senza la pantera? Interrogativo importante è anche capire se Berlusconi invece cederebbe a delle richieste simili , o se invece per paura di scontri proporrà una finanziaria più ragionevole.

In tutto ciò il PD riesce solo a cavalcare l’onda senza fare delle vere proposte, mentre viene boicottato totalmente Di Pietro che forse pensa a strategie troppo a lungo termine, anche  se di sicura efficacia contro un ipotetico successore di berlusconi (perché viste le leggi italiane arriverà di certo), che potrebbe sfruttare i bug nella democrazia che sono stati creati ad arte da generazioni di politici corrotti, come Craxi ed Andreotti. La tesi di Di Pietro è quella secondo il quale questo buco si sta allargando sempre più, e che se non lo si tappa diventerà un buco nero che farà sprofondare quel poco di buono che nella democrazia c’è. Basti pensare agli effetti che passano avere l’immunità parlamentare e l’assenza di libertà di stampa su questo metaforico buco nero. Andando avanti sull’analisi politica emblematico risulta il comportamento della lega, che sembra scavallare da destra a sinistra con facilità, ricordandoci le sue radici fatte di falce e carroccio (forse non tutti nella lega sono razzisti come i pecoroni che li hanno votati). I gruppi extraparlamentari, da estrema destra a estrema sinistra, vedono in questo caos un’occasione per riprendere consensi vista la campagna elettorale di cinque anni che li aspetta. Il vero problema a mio avviso è la destra di fini e “compagni” che tiene per le palle il premier, che per tenerseli buoni è gli farà fare il bello ed il cattivo tempo. Non va mai scordato del tutto che il motivo per cui silvio si è candidato è solo non finire in galera e non perché gli sia mai interessato di politica pura e filosofica.Particolare è che anche la destra estrema manifesti insieme ai collettivi di sinistra….che la fine egli anni piombo sia arrivata con l’arrivo della seconda pantera? Lo scopriremo nella prossima puntata di questo “regime”….scusate governo.

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