Il futuro dell’economia. La nascita dei Prosumers

Le nuove tecnologie permetto a tutti di diventare dei produttori e nen solo dei consumatori di materiale artistico di ogni genere. Basti pensare a telecamenre, macchine fotografiche e programmi di montaggio che permettono di realizzare oggetti artistici virtuali o reali, come foto e film grazie anche ai software a basso costo o meglio ancora GNU (come Gimp o Kino).

Ma questa non è che la punta dell’iceberg perchè con i tutorial sottoforma di testo o di video. Basta cercare ad esempio: “sbucciare una mela” seguito dal acronimo “how-to” su google o youtube per rendervi conto di come lo scibile, anche quello spicciolo sia ormai quasi tutto digitalizzato, rendendo di fatto possibile a tutti di produrre qualsiasi cosa, dall’elettronica, alla falegnameria, o dalla musica al cinema.

La filosofia dello smannettone, cioè quello che si fa da se gli oggetti che servono esisteva già e si chiama “Do it yourself” (siglato Diy) che consiste nel non comprare necessariamente tutto ciò che serve dalle aziende speculatrici del consumismo, ma reciclare da vecchi oggetti i pezzi necessari alla crazione dell’oggetto necessario.

Tutto ciò trasformerà gli internauti da consumatori (consumers) scissi dai produttori (productor), in consumatori-produttori (prosumer) che spezzano così il circuito che vede i due processi come scissi e creatori di sudditanza psicologica, creando una nuova economia che prende il nome di grassroot.

Guardate questo video per capire quello che sto cercando di spiegare ma che non credo di aver reso. Questo video è realizzato da un futurologo che sa come sorprendere e far immaginare quando parla dei nuovi media … voce di Philip_K._Dick.

2 pensieri su “Il futuro dell’economia. La nascita dei Prosumers

  1. Ammesso che il tuo commento non sia spam, ti consiglio vivamente di iniziare a pensare che il misurare l’andamento dell’economia in base ai consumi è un modo per incentivare il consumismo. In primo luogo quindi ti consiglio di mettere in dubbio l’assunto che quella consumistica sia l’unica società possibile.

    Credo vivamente che l’innovazione tecnologica sia un buon incentivo allo sviluppo (che non è un sinonimo di progresso, vedi le definizioni di Pasolini) di un’economia che parta dal basso, dalla gente e non dall’alto delle aziende che spesso producono solo prodotti inutili.

    L’innovazione tecnologica ormai investe anche territori come la Cina e la Russia, quindi è inarrestabilmente destinata ad investire tutto il pianeta, ma trasformare forzatamente la società in un supermercato dell’inutile è una violenza alla nostra storia ed alla nostra natura di animali sociali che si sostengono mutualmente. Auspico quindi una società neo*tradizionale, innovativa per certi versi, ma sensatamente coi piedi per terra per altri versi.

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