Contromoratoria

Avevo rivalutato Ferrara quando ha proposto la moratoria contro la guerra, che vidi come una produttiva provocazione. Provocazione fine a se stessa invece è la moratoria contro l’aborto.

Le donne italiane, le nostre madri si sono già espresse nel ’78 a riguardo con un regolare referedum che porto alla legge 194 che oggi non può essere liberamente modificata, ciò sarebbe anticostituzionale. La legge non non solo non va toccata, ma va applicata in pieno, a differenza di quanto accade ora.

Ricordo brevemente che le donne che fanno un passo tanto sofferto sono in realtà costrette a tale soluzione spesso per altre problematiche altrettanto dure, come difficoltà economico-sociali, di salute propria o del feto, di precarietà lavorativa propria o del partner e non meno importante è il fattore età.

Anzichè una moratoria contro l’aborto non sarebbe meglio una proposta, o un invito a cercare strategie politiche volte ad evitare il più possibile il precariato economico delle donne? Le statistiche dicono che la maggior parte degli aborti è fatto da donne sposate che non desiderano aumentare il numero dei figli, ovviamente perchè costano, e da extracomunitari, per ovvi motivi di precarietà. Si parla di famigli solo in termini moralistici, mai realistico-economici; ma credo che alla politici non interessa altro che stringere legami con la chiesa per avere finanze e voti.

Comunque tornando alla legge del ’78, in essa non si specifica come l’interruzione di gravidanza debba essere svolta, forse perché in quegli anni non esisteva la possibilità di scelta del metodo abortivo, perché era solo quello possibile, cioè quello dell’estrazione del feto per via chirurgica. Questo metodo antiumano porta la donna ad un’umiliazione psico-fisica profonda e degradante, costretta a pagare un riscatto morale per una scelta che già di per se è molto dolorosa.

In Francia invece già dal dal 1988 è possibile utilizzare la RU486: un farmaco a base di progesterone che permette un aborto meno invasivo utilizzabile addirittura da casa; quindi anche più economico in un’ottica di costo della sanità publica. Tale farmaco è usato in quasi tutti i paesi europei, oltre che in america. La questione è che in italia l’oscurantismo della chiesa e dei suoi adepti ha portato a negare la possibilità dell’utilizzo della RU486 nonostante la 194 non lo vieti, anzi quasi la suggerisce (vedi articolo 5).
Io credo che bisognerebbe raccogliere firme per l’utilizzo di un tale farmaco anzicchè per la moratoria di Ferrara.

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