Ho scovato un giochino sulla rete, che se giocato con attenzione alla reale economia del petrolio, permetterà di schiarirsi un pò le idee su alcuni avvenimenti più o meno recenti. Il suo nome è Oiligarchy, ed il riferimento al monopoli dell’energia da parte dei combustibili fossili è chiaro già dal nome. Per me non è un semplice gioco, dato che con una semplice partita (che dura al massimo una mezz’oretta) si possono capire le strategie dei petrolieri giocando direttamente il ruolo di uno di questi. Inoltre ll gioco è molto intuitivo, perciò la giocabilità è buona. E’ comunque spiegato tutto prima dell’inizio di una partrita.
Clicca qui per gicare http://www.molleindustria.org/en/oiligarchy Tra l’altro mi sembra che su questo sito ci siano tantissimi giochi in flash.
Lo scopo del gioco è di individuare i pozzi petroliferi, estrarre il petrolio e venderlo al prezzo più alto possibile su scala globale. Inutile dire che per essere realistico questo giochino prevede che il petrolio possa essere estratto in tutto il mondo, e qualora vi siano delle resistenze da parte dei nativi del luogo (dell’Amazzonia dell’Iraq o del Messico ad esempio) si può sempre corrompere il governo locale o addirittura fare una guerra. Diciamo che l’ottica del complottismo non manca assolutamente. Inoltre durante le elezioni in cui si sfidano democratici e repubblicani, il petroliere può decidere di finanziare una delle due fazioni, per avere accesso al potere dei vari governi per far varare le proprie leggi; ad esempio contro la ricerca delle le fonti alternative di energia, o per far approvare una politica guerrafondaia o per eliminare dei vincoli paesaggistici ad una riserva naturale (come in Alasca o Amazzonia). Non mancheranno le manifestazioni dei pacifisti verdi che inneggeranno contro di voi.
Inoltre cliccando su di un bottoncino si possono far passare gli anni, cosicchè ci si ritrova subito con il petrolio estratto ed il denaro nel conto in banca. Io sono riuscito ad arrivare al 2035, ma poi ho perso le elezioni e il nuovo governo (forse obama?) ha dichiarato il petrolio illegale.
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Questo corteo ha visto la partecipazione di gente di tutte le età e classi sociali ed etniche, unite dalla volontà di difendere la loro “vita, terra e libertà“. Nel mini corteo erano presenti al fianco dei romani cittadini di lingua araba, che alternavano i loro timidi cori a quelli più vigorosi dei romani loro sostenitori. All’inizio del percorso si respirava un clima di paura per le reazioni che avrebbero potuto suscitare in persone poco propense a capire come la sopravvivenza della loro identità (ed incolumità) sia fortemente a rischio. ” Difendere il territorio non è reato“, diceva un megafono al quartiere 




